Il nostro territorio

Bardi, a spasso fra storia e natura

Stretti vicoli da esplorare con il naso all’insù, botteghe di artigianato e prodotti tipici, viste panoramiche sulla Valle del Ceno. Bardi è questo e molto di più: centro storico incastonato nella Valceno, tappa della via degli Abati – il percorso alternativo alla vicina via Francigena per chi era diretto a Roma -, e valico per raggiungere la vicina Liguria, con la quale presente tuttora forti contaminazioni culinarie e culturali. Una posizione strategica che nel Medioevo fece diventare Bardi importante avamposto della vita politica e commerciale della zona, soprattutto grazie alla dominazione dei Landi, famiglia nobiliare che qui regnò dal 1257 al 1682.

Passeggiando nel borgo non potrete che ritrovare il suo fascino medioevale, con l’imponente castello edificato su una roccia di diaspro rossa, a sovrastare il punto in cui il torrente Noveglia confluisce nel fiume Ceno. Non solo storia però, ma anche natura e sport rappresentano la proposta turistica che potrete scegliere per visitare questa terra e farvi conquistare dai suoi paesaggi incontaminati. Fra le diverse opportunità merita menzione l’Anello della Valceno, che mette in relazione i percorsi dei comuni di Bardi, Bore, Fornovo di Taro, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Valmozzola, Varano dé Melegari, Varsi, disegnando una sorta di sentiero unico, composto da ben 37 itinerari tra ofioliti, calanchi e paesaggi naturalistici, individuati da una medesima segnaletica.

 

La Via degli Abbati

La Via degli Abati disegna un percorso che da Pavia giunge a Lucca, attraverso l’Appennino, per poi proseguire fino a Roma. Si trattava della via alternativa alla Francigena, più veloce, ma anche più difficoltosa che tuttora è percorribile fra sentieri e mulattiere, alternando valli e monti, per circa 190 km. L’itinerario rientra nei percorsi CAI e fra le varie tappe toccate c’è anche Bardi.

 

Il Castello, un’imponente fortezza arroccata sulla roccia

Il maniero presente la classica struttura a fortezza, circondate da mura di difesa sulle quali si trova il cammino di ronda, ancora percorribile per i visitatori. Caratteristica è la sua forma irregolare, dovuta alla conformazione dello sperone di roccia sul quale è stato edificato a partire dagli inizi del IX secolo.

Le stanze interne sono tutte collegate fra loro da strette scale e comprendono la residenza, gli alloggi delle milizie, la cappella, la sala della tortura, per giungere alla corte interna e la piazza d’armi. Fra i principali punti di interesse c’è sicuramente il Bastione di Artiglieria fatto realizzare da Manfredo Landi il Magnifico nel XV secolo.

Il castello di Bardi, inserito nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, ospita diverse esposizioni permanenti e visitabili, fra le quali il Museo della Civiltà Valligiana; 5 Sale Alpine dedicate al Capitano Pietro Cella, 1ª medaglia d’oro del Corpo Alpino, il Museo della Fauna e del Bracconaggio; il Museo Archeologico della Valle del Ceno.

Il maniero è inoltre animato da varie iniziative, come le visite in notturna, presentazioni e spettacoli. Per prenotare la vostra vista basta consultare il sito www.castellodibardi.info

 

Sulle tracce di Morello, il fantasma della rocca

Quando si parla di castelli è impossibile non domandarsi se fra le loro stanze si aggiri qualche entità misteriosa. I più coraggiosi e i tanti curiosi affascinati da questi racconti, non resteranno delusi nel visitare il Castello di Bardi, dove secondo la leggenda, si trova il fantasma Morello, il cavaliere che ritornato dalla guerra, alla scoperta del suicidio dell’amata Soleste, si tolse a sua volta la vita. Una storia di dramma amoroso nella più classica delle narrazioni, perché da quel che si racconta, la dama si era gettata nel vuoto dopo l’avvicinarsi al maniero di soldati dalle divise nemiche, ma sorte volle che a indossarle fosse proprio l’amato cavaliere quale segno di vittoria contro gli avversari sconfitti.

Del fantasma si inizio a parlare nel 1995 quando per la prima volta, due giornalisti di un quotidiano locale, durante una notte trascorsa al maniero, fotografarono una strana entità. La notizia attirò ben presto anche l’interesse della stampa nazionale e Morello divenne protagonista di molte trasmissioni televisive, portando a Bardi anche un appassionato esoterista che fotografò a sua volta, con una termocamera, il fantasma. Verità o suggestione non si può dire, ma ancora oggi la storia del fantasma Morello non smette di stuzzicare la curiosità dei visitatori del castello.

 

Scoprire la Valceno a tavola

Negli ultimi anni ha avuto un importante sviluppo il turismo enogastromico, attirando in Valceno e a Bardi sempre più visitatori desiderosi di scoprire questo territorio, partendo proprio dai suoi prodotti tipici, come: funghi, fra i quali il prelibato fungo Porcini e poi il tartufo, di cui la valle è ricca, oltre a frutti di bosco, more di rovo, formaggi e salumi tipici. Una varietà alimentare che rende la provincia di Parma simbolo del buon mangiare nel mondo, riconosciuto anche dal titolo di Parma città creativa della gastronomia UNESCO (UNESCO creative city of gastronomy) e centro della Food Valley italiana.

L’ambiente naturale incontaminato che circonda Bardi e la particolare vicinanza al mare ligure, hanno creato un microclima ideale per lo sviluppo di produzione di alta qualità, fra le quali quella del Parmigiano Reggiano di montagna, realizzato con il latte di vacche alimentate con foraggio della zona, che conferiscono al formaggio un sapore unico.

 

PRODOTTI De.Co. : Denominazione Comunale di Origine

Non solo prodotti ma anche ricette tipiche raccontano nel migliore dei modi la tradizione culinaria del luogo. A partire dalle De.Co. – Denominazione Comunale di Origine, che tutelano il legame storico e culturale dei prodotti o delle lavorazioni con lo specifico territorio. Una specie di marchio di qualità che ne attesta la particolare relazione con gli usi e le storia della comunità bardigiana.

Le De.Co. di Bardi sono 4: Torta di verze, Crocetti (primo piatto di pasta fresca), Panetti della Madonna (biscotti di pasta frolla) e Picaja in brodo (secondo di carne). Piatti che potrete assaporare alle tavole del ristorante Le Due Spade, nel rispetto delle ricette originali.

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